Come fare un TSO (e un ASO)

Ambulanza che trasporta il cittadino per il quale è stato richiesto un TSO

La prima volta che è arrivato l’infermiere del CPS con la richiesta di TSO sono andata in panico, e il personale dell’ufficio insieme a me. Una misura così forte, con di mezzo le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria… oddio! Poi ho capito meglio il senso dell’intervento e, soprattutto, ho messo a fuoco la procedura amministrativa richiesta al Comune di residenza.

Che cos’è

In Italia – grazie al cielo – tutti gli accertamenti e i trattamenti sanitari sono volontari, il che significa che nessuno può essere sottoposto a tali pratiche se non dà il proprio consenso. Costituiscono un’eccezione, rigorosamente regolamentata, gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori, che comunque devono essere effettuati “nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione”. 

Gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori nei confronti delle persone con (presunto) disagio psichico sono disposti con provvedimento del Sindaco, nella sua qualità di autorità sanitaria locale, su proposta motivata di un medico.

Ma qual è l’iter che permette di effettuare un TSO (o un ASO)? Dopo qualche anno di lavoro, ciascuno di sa noi più o meno come cavarsela, ma credo sia molto interessante lo sforzo compiuto dall’ASL di Milano 3 (Monza), consultabile sul sito dell’Ambito di Carate Brianza, per cercare di chiarire quali sono i passaggi, chi deve farli e come.

Iter TSO

medico che effettua TSO o ASO

Doctor by Mister Pixel from The Noun Project

Il TSO viene proposto quando il medico verifica che per un cittadino:
a. esistono alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici
b. che gli stessi non vengono accettati dall’infermo
c. che non vi sono condizioni e circostanze che consentano di adottare tempestive ed idonee misure extraospedaliere.
L’urgenza psichiatrica si caratterizza per una situazione psicopatologica grave inserita in un contesto per cui la prognosi è per un ulteriore aggravamento se non vengono attuati interventi.

1) PROPOSTA
Il medico stende la proposta scritta motivata di TSO indirizzata al Sindaco del Comune in cui si trova il paziente.
La proposta va sempre stilata in presenza del paziente.

Sarebbe opportuno che il proponente, qualora non fosse uno psichiatra dell’Unità Operativa di Psichiatria, interpellasse lo psichiatra del CPS per illustrare la situazione e definire in maniera concordata le modalità migliori per affrontare la situazione. 

La proposta va redatta in triplice copia: una accompagna il paziente nel passaggio successivo, una rimane al Sindaco, una verrà dal Sindaco inviata al Giudice Tutelare. Ogni copia deve riportare la firma autografa e il timbro o comunque il nominativo leggibile del medico.

2) CONVALIDA
Il medico proponente fa pervenire la proposta al Comune (Servizi Sociali o Polizia Municipale) che provvede ad avvisare il medico pubblico per la successiva convalida.
Il medico convalidante deve necessariamente cercare di visitare il paziente e non può fidarsi del giudizio del collega; deve inoltre ritentare di convincere il paziente ad essere ricoverato volontariamente.

Il medico convalidante deve essere un medico pubblico (dipendente dal SSN, medico del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL, del Servizio di Urgenza ed Emergenza (118) o del servizio di continuità assistenziale). 

La convalida va redatta in triplice copia; una accompagna il paziente nell’iter successivo, una rimane al Sindaco, una verrà dal Sindaco inviata al Giudice Tutelare. Ogni copia deve riportare la firma autografa e il timbro o comunque il nominativo leggibile del medico.

La Polizia Municipale provvede a garantire che la proposta e la convalida giungano al Sindaco per l’emissione dell’Ordinanza.

3) ORDINANZA
Il Sindaco, in qualità di primo responsabile della salute pubblica, emette l’Ordinanza di TSO tempestivamente e comunque non oltre 48 ore dalla convalida.

L’ordinanza, una volta emessa, conserva la sua validità fino all’esecuzione e comunque, non oltre sette giorni.
Il Sindaco invia entro 48 ore copia dell’ordinanza al Giudice Tutelare.

4) La Polizia Locale interviene, su ordine del Sindaco, per accompagnare la persona in ospedale.
E’ sempre opportuna una consultazione preventiva tra operatori sanitari del SPDC o del CPS e Polizia locale sulle modalità e sui possibili rischi connessi all’operazione.

La Polizia Locale e/o il Sindaco ordinante possono chiedere la collaborazione di Carabinieri e/o Polizia in caso di necessità.
Di norma il paziente viene accompagnato in ospedale tramite il 118, con ambulanza.

5) Il Giudice Tutelare:
– Convalida il provvedimento e lo comunica al Sindaco
– Dispone, qualora ne sussistano le condizioni, i provvedimenti per conservare e tutelare il patrimonio dell’infermo.

6) Il Responsabile del SPDC (anche tramite fax):
– Comunica al Sindaco l’avvenuto ricovero
– Comunica al Sindaco la cessazione del TSO
– Comunica al Sindaco la necessità di prolungamento del TSO oltre i 7 giorni, indicando il numero presumibile di giorni di prolungamento
– Comunica al Sindaco l’intervenuta impossibilità di proseguire il TSO (es. per allontanamento del paziente dal reparto). In tal caso indica i provvedimenti necessari da attuare. Qualora il paziente rientri in reparto entro 7 giorni, l’ordinanza del Sindaco deve considerarsi ancora valida.

freccia che invita a lasciare un commento     …che dici, ti ritrovi? anche nel tuo Comune procedete così? se hai consigli o suggerimenti condividili!

Iter ASO

medico che effettua richiesta ASO e TSO

Doctor by Yarden Gilboa from The Noun Project

L’ASO viene proposto qualora vi sia la necessità di entrare in contatto con una persona difficilmente avvicinabile (per rifiuto della visita o per sottrazione alla stessa) e per la quale si abbia il fondato sospetto che ci sia una patologia psichiatrica tale da richiedere accertamenti e/o trattamenti urgenti. L’ASO non può essere effettuato in regime di degenza ospedaliera.

L’urgenza psichiatrica si caratterizza per una situazione psicopatologica grave inserita in un contesto per cui la prognosi è per un ulteriore aggravamento se non vengono attuati interventi.

1) PROPOSTA
Il medico formula la proposta scritta motivata di ASO  al Sindaco del Comune nel cui territorio si trova il paziente.

E’ opportuno che il proponente, qualora non fosse uno psichiatra dell’Unità Operativa di Psichiatria, interpellasse lo psichiatra del Centro Psicosociale, per illustrare la situazione e definire in maniera concordata le modalità migliori per affrontare la situazione.

La proposta va redatta in triplice copia: una accompagna il paziente nel passaggio successivo, una rimane al Sindaco, una verrà dal Sindaco inviata al Giudice Tutelare. Ogni copia deve riportare la firma autografa e il timbro o comunque il nominativo leggibile del medico.

2) Il medico proponente fa pervenire la proposta al Comune (Servizi Sociali o Polizia Municipale) che provvede ad avvisare il medico pubblico per la successiva convalida.
La Polizia Municipale provvede a garantire che la proposta e la convalida giungano al Sindaco per l’emissione dell’Ordinanza.

3) ORDINANZA
Il Sindaco, in qualità di primo responsabile della salute pubblica, emette l’Ordinanza tempestivamente e comunque entro 48 ore. L’ordinanza, una volta emessa, conserva la sua validità fino all’esecuzione e comunque non oltre 7 giorni.

Il Sindaco invia copia dell’ordinanza al Giudice Tutelare.

4) ACCOMPAGNAMENTO
La Polizia Locale interviene, su ordine del Sindaco, per mettere “a disposizione” il soggetto per l’accertamento.
E’ sempre opportuna una consultazione preventiva tra operatori sanitari del SPDC o del CPS e Polizia locale sulle modalità dell’intervento.

La Polizia locale e/o il Sindaco ordinante possono chiedere la collaborazione di Carabinieri e Polizia in caso di necessità.

5) DOPO L’ASO
A seguito dell’accertamento si possono verificare le seguenti situazioni:
a. non è necessario alcun trattamento (ipotesi improbabile laddove si siano create le condizioni per un ASO). Il medico scrive al Sindaco  informandolo della non necessità del trattamento
b. è necessario intervenire con un trattamento e il paziente acconsente: se è stato proposto l’accertamento in modo obbligatorio il medico scrive al Sindaco dichiarando effettuato l’ASO e si procede con il trattamento
c. esistono le condizioni per un TSO ospedaliero o extraospedaliero. In tal caso il medico attiva le specifiche procedure.

Norme di riferimento

La prima legge che ha disciplinato l’accertamento sanitario obbligatorio (ASO) e il trattamento sanitario obbligatorio (TSO) è stata la cosiddetta “legge Basaglia“, l. 180/78 “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori ” (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 16 maggio 1978, n. 133).

Tale legge è stata assorbita dalla l. 833/1978 (art. 33,34 e 35). A livello nazionale, completa il quadro normativo la Circolare n. 3/2001 del Ministero dell’Interno “Trattamento Sanitario Obbligatorio per soggetti con patologia mentale. Competenze della polizia municipale”.

A livello di Regione Lombardia, il Progetto-Obiettivo Regionale “Tutela socio-sanitaria dei malati di mente- triennio 1995/1997” e la successiva Deliberazione del Consiglio della Regione Lombardia n. V/1329 del 30 gennaio 1995.

 

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