I gruppi di cammino

Gruppi di cammino

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Se mi dicessero che esiste un rimedio per contrastare il diabete, l’ipertensione, l’obesità e diverse malattie croniche, sarei un po’ dubbiosa.

Se mi dicessero che questo rimedio fa stare meglio anche di morale, aumenta la sensazione di benessere e favorisce la socializzazione, sarei mooolto dubbiosa.

E se concludessero dicendo che questo rimedio è accessibile a tutti, giovani e vecchi, sani e malati, e per giunta è gratis, allora comincerei a informarmi.

Quale può essere questo farmaco miracoloso? Pare si chiami “camminare“.

Ed è così potente che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda – in linea generale – di utilizzarlo per 30/45 min. 3/4 volte a settimana. Ci sono dati a bizzeffe che ne documentano l’efficacia e i vantaggi, addirittura economici. Ma camminare da soli è noioso, e poi ci assale la pigrizia e non riusciamo a essere regolari!

Per questo, le nostre ASL hanno avuto la geniale idea di organizzare i “Gruppi di cammino“: gruppi di persone che, in certi giorni e a una certa ora, si trovano per camminare insieme per un’ora  a ritmo sostenuto.

Quali ASL? In Lombardia tutte. Ma anche in molte altre regioni italiane, in primis Veneto, Piemonte, Lazio, Marche, Emilia Romagna, Puglia, che hanno partecipato alla sperimentazione promossa dal Ministero della salute all’interno del programma “Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari” (programma figlio di “Gaining Health“, promosso dal Comitato regionale per l’Europa dell’OMS).

Per avere informazioni sui gruppi di cammino attivi nella vostra zona provate a navigare nella sezione “Prevenzione” del sito web della vostra ASL oppure chiedere in Comune.

E se nel vostro comune o quartiere non c’è traccia di gruppi di cammino? Basta organizzarlo.

Come assistente sociale, questa è un’ottima azione di prevenzione contro lo sfilacciamento dei legami sociali che lo scarso senso di appartenenza al territorio. Tutte le azioni che facilitano l’aggregazione di gruppi di popolazione e la loro socializzazione all’interno di contesti sani sono un investimento in termini di benessere e coesione sociale. Inoltre, camminare per le strade del quartiere, o paese, porta ad una maggiore conoscenza dell’ambiente in cui si vive, stimola il senso di appartenenza al proprio contesto urbano e permette di esercitare una forma di presidio diffuso del territorio.

Come amministratore comunale, ci sono praticamente solo vantaggi: si organizzano occasioni di benessere e salute per la popolazione a un costo praticamente nullo. Si possono pensare gruppi di cammino generici o specifici per particolari fasce di popolazione: persone anziane, con disabilità, disoccupate, neo-mamme, ecc.

Ma come si fa? Non so se esista una ricetta universale, ma quello che fa l’ASL di Bergamo sicuramente funziona, se è vero che ci sono gruppi in più della metà dei Comuni della Provincia.

Loro prevedono tre semplici passi:

1. l’amministrazione comunale convoca una riunione con i soggetti del territorio più attivi e potenzialmente interessati alla cosa (associazioni sportive, associazioni di genitori, associazioni di volontariato, oratorio, alpini&co, protezione civile, singole persone interessate, ecc.). Durante questa riunione un medico dell’ASL e un educatore preposto al progetto presentano la proposta insieme al Sindaco/assessore/consigliere e al referente amministrativo comunale (assistente sociale/educatore/responsabile area servizi alla persona/…), chiedendo alle associazioni di individuare dei walking leader.

Chi è il walking leader? E’ una persona come le altre che ha voglia di diventare il punto di riferimento del gruppo, che sa accogliere i nuovi arrivati e farli sentire parte del gruppo, che sa trasmettere entusiasmo e ottimismo, che riesce a creare una buona collaborazione con l’amministrazione comunale. Non occorre una laurea, ma se volete qua c’è un manuale.

2. l’amministrazione comunale convoca una seconda riunione, questa volta aperta a tutta la cittadinanza, oltre che alle realtà già coinvolte nel precedente incontro. Anzi, sono proprio le realtà già coinvolte che si fanno carico di invitare i propri iscritti o associati. Durante questa riunione, ancora con la presenza dell’ASL, si presenta il progetto nei suoi vantaggi sanitari e sociali, i  walking leader si presentano e, insieme a chi vuole camminare, decidono giorno, ora, luogo di ritrovo, percorso.

3. il gruppo parte. Parallelamente, l’ASL fa una breve formazione (3-4 incontri) ai walking leader. L’educatore dell’ASL va a trovare il gruppo per verificare con loro il percorso scelto e mostrargli qualche esercizio (facoltativo) da fare a corpo libero alla fine, come stretching.

Durante l’anno, poi, l’ASL di Bergamo fa un sacco di proposte: serate informative sui temi della salute, raduni sul territorio, gite, giornalino, partecipazione al festival della scienza di Bergamo e addirittura all’Expo! Mica male…

 

Fonte immagine: 
* "Footprint" by Jule Steffen & Matthias Schmidt from The Noun Project
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