Invalidità civile: istruzioni per l’uso

Amputee by Christopher Anderson from The Noun Project

Amputee by Christopher Anderson from The Noun Project

Come ben sapete, dal 1° gennaio 2010 sono entrate in vigore le nuove norme per l’accertamento e il riconoscimento delle minorazioni civili (invalidità, cecità e sordità civile), dell’handicap (l. 104/1992) e della disabilità (l. 68/1999).

E’ importante sapere come funziona l’iter per poter aiutare il cittadino a muoversi correttamente e, soprattutto, evitare che la mancata apposizione di una crocetta sulla casella giusta faccia inutilmente perdere mesi di tempo! Ecco quindi quali sono i tre step necessari per essere riconosciuti invalidi, per avere una certificazione di handicap con connotazione di gravità e per ricevere la relazione conclusiva con il parere sull’occupabilità ex l.68/99.

Arrows by Juan Pablo Bravo from The Noun Project

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1) Certificazione medica

Il medico di base o lo specialista di fiducia deve compilare la domanda di invalidità civile on line; per farlo, deve essere in possesso di un PIN rilasciato dall’Inps. Una volta compilato e trasmesso per via telematica, il certificato deve essere stampato e fornito anche al cittadino, completo della firma del medico curante e della ricevuta dell’avvenuta trasmissione, che riporta un numero identificativo.

Importante:
– il medico deve aver cura di barrare le caselle richieste dal paziente (handicap, se si vogliono richiedere i permessi lavorativi previsti dalla l.104; disabilità, se il paziente vuole essere riconosciuto lavoratore ai sensi della l.68). Se queste caselle non vengono barrate al momento della presentazione della domanda, non è più possibile fare modifiche successive (cosa che prima, con la modalità cartacea, si poteva fare);

– il certificato è valido per un periodo massimo di 30 giorni, entro il quale deve essere presentata la domanda. Trascorso questo periodo il certificato scade e sarà necessario richiederlo nuovamente;

– nel caso in cui il cittadino non possa recarsi a visita medica ma debba essere visitato a domicilio, deve dotarsi di una apposita e ulteriore certificazione di “intrasportabilità”.

2) Presentazione della domanda

Una volta in possesso della copia del certificato e della ricevuta di avvenuta trasmissione all’Inps contenente il numero identificativo, il cittadino può presentare la domanda di accertamento all’Inps; anche in questo caso, la domanda deve essere presentata on line.

Il cittadino può farlo personalmente (facendosi rilasciare un PIN dall’Inps) oppure attraverso gli enti di patronato o le associazioni di invalidi (che hanno già un loro PIN).

Al termine della trasmissione della domanda il sistema Inps genera una ricevuta nella quale viene indicata la data, il luogo e l’ora della visita presso l’Asl .

Importante:
– il cittadino o il personale del patronato deve aver cura di barrare le caselle utili (handicap, se si vogliono richiedere i permessi lavorativi previsti dalla l.104; disabilità, se il cittadino vuole essere riconosciuto lavoratore ai sensi della l.68). Se queste caselle non vengono barrate al momento della presentazione della domanda, non è più possibile fare modifiche successive;

– la data di visita proposta dal sistema può essere modificata entro 30 giorni dalla data della domanda. Per le patologie oncologiche e di rilevante gravità la visita deve avvenire entro 15 giorni dalla data di presentazione della domanda

3) Visita medica collegiale

La visita medica viene effettuata dalla commissione Asl integrata da un medico Inps.
L’esito dell’accertamento medico-legale della commissione è sottoposto al parere definitivo dell’Inps che notifica la decisione attraverso l’invio del relativo verbale all’interessato.

In caso di accoglimento con diritto a una prestazione economica l’interessato viene invitato dall’Inps a completare la domanda con i dati necessari per l’accertamento dei requisiti reddituali e personali.

In caso di parere positivo sulla collocabilità in base all’accertamento previsto dalla l. 68/99, il cittadino deve iscriversi al Collocamento mirato disabili secondo le modalità stabilite dalla propria ASL. Ho approfondito il tema dell’inserimento lavorativo dei disabili in un altro post.

Importante: l’interessato deve presentarsi alla visita munito di copia della ricevuta del certificato medico e della domanda e di tutta la documentazione sanitaria recente in suo possesso.Valutazione medica

E l’as, in tutto ciò?

Al di là delle note sull’iter, sulle “pratiche” e sui conseguenti benefici (a questo proposito, leggi il post su invalidità civile, handicap e disabilità), consentitemi una riflessione un po’ più ampia…

L’assistente sociale comunale si trova frequentemente ad assistere persone che vogliono fare o hanno fatto richiesta di invalidità civile al fine di ottenere i permessi lavorativi previsti dalla l. 104 o per rientrare nelle categorie dei lavoratori protetti previsti dalla l. 68. L’aiuto che l’assistente sociale può dare al cittadino varia sensibilmente a seconda delle situazioni; in alcuni casi, può essere utile valutare insieme al cittadino se gli elementi sanitari in suo possesso (visite, esami…) sono sufficienti per la presentazione della domanda; questa valutazione può richiedere anche il coinvolgimento del medico di base, previo consenso dell’interessato.

E’ importante aiutare il cittadino a capire che cosa può ragionevolmente chiedere, scoraggiando la presentazione di domande infondate che comportano solo il sicuro pagamento della prestazione medica e creano aspettative destinate a essere frustrate. D’altro canto, può essere utile aiutare il cittadino a presentare in modo completo la propria situazione al medico di base, in modo che questi possa prescrivergli quegli accertamenti medici necessari a certificare una situazione di effettiva patologia.

Ancora, l’assistente sociale può seguire il cittadino “poco attrezzato” nel corso dell’iter per indirizzarlo verso le strutture che possono assisterlo nella presentazione della domanda (patronati e associazioni di invalidi) e verificare che sia la certificazione medica che la domanda abbiano barrate le caselle utili (“handicap” per la l. 104 e “disabilità” per la l. 68). Può altresì aiutarlo a preparare tutta la documentazione sanitaria utile (quindi pertinente alla domanda e con esami recenti, non obsoleti) per il momento della visita medica all’Asl.

Andando oltre il sostegno al cittadino nell’espletamento delle pratiche, il ruolo dell’assistente sociale si fa decisivo quando, all’interno di un più ampio percorso di aiuto, deve ragionare insieme all’utente circa la possibilità di fare o meno richiesta di invalidità civile, ad esempio per poter usufruire delle facilitazioni lavorative offerte dalla l. 68/99. La valutazione sull’opportunità o meno di fare domanda va ben oltre il possesso dei requisiti medici necessari, poichè entrano in gioco altre componenti: essere “certificati” come disabili, essere valutati oggettivamente, da uno sguardo esterno, come soggetti invalidi, non è un passaggio neutro e indolore.

Come ogni processo di etichettamento, in questo caso estremamente esplicito e con una certa connotazione di “scientificità”, anche il riconoscimento dell’invalidità, della condizione di handicap o della disabilità, ha influenze sulla propria percezione di sè e sull’immagine di sè presso gli altri. Per questo, prima di proporre un percorso di questo tipo, specie se a persone di giovane età, bisogna considerare attentamente che i vantaggi, in termini di provvidenze economiche e facilitazione nell’inserimento lavorativo, siano concreti e sufficientemente rilevanti da giustificare la fatica dell’iter.

D’altro canto, la decisione rispetto al fatto di intraprendere o meno l’iter per il riconoscimento dell’invalidità (o l’aggravamento), può essere utilizzata come un modo per aiutare la persona a prendere coscienza delle proprie difficoltà, poichè dal riconoscimento dei propri limiti e dalla disponibilità a “farli vedere” possono derivare dei vantaggi per sè, in termini economici e lavorativi.

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One thought on “Invalidità civile: istruzioni per l’uso

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